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Ercolano
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ERCOLANO Confinante con Portici, Ercolano non va ricordata solo per i celebri scavi ma anche come sede di alcune tra le Ville Vesuviane più belle e famose. Il posto d'onore lo merita Villa Campolieto, sorta come dimora dei duchi di Casacalenda. I lavori iniziarono nel 1755 sotto la guida di Mario Gioffredo e proseguirono per vent'anni, per essere ultimati da Luigi Vanvitelli e da suo figlio Carlo. Lo stupendo porticato, nel quale si svolgono gli spettacoli del prestigioso Festival delle Ville Vesuviane, fu realizzato in forma ellittica da Luigi Vanvitelli, mentre il progetto originario di Gioffredo prevedeva una più tradizionale forma circolare. Anche gli interni della villa, caso piuttosto raro, sono visitabili. Nel vestibolo, un imponente scalone rifà il verso a quello della Reggia di Caserta. Al piano superiore, l'appartamento nobile è decorato da affreschi del XVIII secolo, dei piacentini Giuseppe e Gennaro Magri e da statue di Jacopo Cestaro, mentre l'ampio salone delle feste è affrescato da Fedele Fischetti con scene mitologiche. Sempre a Ercolano c'è Villa Favorita, recentemente restaurata. Opera di Ferdinando Fuga, e in origine residenza della famiglia Beretta, fu in seguito regalata a Ferdinando IV di Borbone. Prese il nome di favorita perché ricordava a Maria Carolina d'Austria, moglie di Ferdinando, l'amata residenza viennese di Schonbrunn. Di stile tardobarocco e dalla struttura arditamente asimmetrica, ospita gli uffici della Regione Campania. L'adiacente Parco sul Mare, allestito nei grandi cortili laterali della villa, è attraversato da un grazioso viale che conduce al porticciolo borbonico. Diversa è la funzione della sontuosa Villa Aprile, a pochi passi dagli scavi, trasformata in albergo di lusso e ristorante. La villa, fondata nei primi anni del Settecento come dimora del conte Sforza, subì notevoli cambiamenti nel corso dell'Ottocento, quando il giardino si arricchì di statue e di elementi in linea con il gusto romantico. Alle pendici del Vesuvio si trova Villa Ruggero, che rispetto alle altre presenta un aspetto più rustico e meno sontuoso. Aperta al pubblico per le visite, e spesso sede di convegni e spettacoli, è caratterizzata dalla presenza delle antiche scuderie, con abbeveratoi e mangiatoie in piperno.
ERCOLANO Confinante con Portici, Ercolano non va ricordata solo per i celebri scavi ma anche come sede di alcune tra le Ville Vesuviane più belle e famose. Il posto d'onore lo merita Villa Campolieto, sorta come dimora dei duchi di Casacalenda. I lavori iniziarono nel 1755 sotto la guida di Mario Gioffredo e proseguirono per vent'anni, per essere ultimati da Luigi Vanvitelli e da suo figlio Carlo. Lo stupendo porticato, nel quale si svolgono gli spettacoli del prestigioso Festival delle Ville Vesuviane, fu realizzato in forma ellittica da Luigi Vanvitelli, mentre il progetto originario di Gioffredo prevedeva una più tradizionale forma circolare. Anche gli interni della villa, caso piuttosto raro, sono visitabili. Nel vestibolo, un imponente scalone rifà il verso a quello della Reggia di Caserta. Al piano superiore, l'appartamento nobile è decorato da affreschi del XVIII secolo, dei piacentini Giuseppe e Gennaro Magri e da statue di Jacopo Cestaro, mentre l'ampio salone delle feste è affrescato da Fedele Fischetti con scene mitologiche. Sempre a Ercolano c'è Villa Favorita, recentemente restaurata. Opera di Ferdinando Fuga, e in origine residenza della famiglia Beretta, fu in seguito regalata a Ferdinando IV di Borbone. Prese il nome di favorita perché ricordava a Maria Carolina d'Austria, moglie di Ferdinando, l'amata residenza viennese di Schonbrunn. Di stile tardobarocco e dalla struttura arditamente asimmetrica, ospita gli uffici della Regione Campania. L'adiacente Parco sul Mare, allestito nei grandi cortili laterali della villa, è attraversato da un grazioso viale che conduce al porticciolo borbonico. Diversa è la funzione della sontuosa Villa Aprile, a pochi passi dagli scavi, trasformata in albergo di lusso e ristorante. La villa, fondata nei primi anni del Settecento come dimora del conte Sforza, subì notevoli cambiamenti nel corso dell'Ottocento, quando il giardino si arricchì di statue e di elementi in linea con il gusto romantico. Alle pendici del Vesuvio si trova Villa Ruggero, che rispetto alle altre presenta un aspetto più rustico e meno sontuoso. Aperta al pubblico per le visite, e spesso sede di convegni e spettacoli, è caratterizzata dalla presenza delle antiche scuderie, con abbeveratoi e mangiatoie in piperno.













